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La chiusura di Megaupload è stato davvero uno shock per tutti gli utenti di Internet, fra gli scrocconi e gli utenti premium, alcuni hacker si sono fatti sentire prendendo le parti del sito file-sharing e danneggiando numerosi server di proprietà del governo americano.

Spesso gli Hacker vengono erroneamente definiti una sorta di “distruttori del web”, ma questa definizione è appartenente ad un’altra categoria di utenti web: i Cracker, gli antagonisti della situazione. Al contrario, sugli Hacker si è sentito parlare già numerose volte delle azioni che compiono a favore di banche o strutture governative segnalandone le falle scoperte nei loro sistemi; il termine è diventato un luogo comune grazie ai media a partire dagli anni ottanta, ma originariamente aveva un altro significato: Hacker è una qualsiasi persona che si impegna nell’affrontare sfide intellettuali per superare creativamente i limiti imposti da alcuni ostacoli, in tutti gli aspetti della vita.

Tornando nel presente, l’attacco è partito dal famoso gruppo Anonymous che lo definisce il più grande di sempre, coinvolgendo ben 5000 persone, prendendo di mira siti governativi come quello del Dipartimento di giustizia, universalmusic.com, RIAA.org, copyright.gov, mpaa.org o altri siti appartenenti ad altri soggetti coinvolti.

L’arresto dei proprietari di Megaupload, e la chiusura del loro sito, non è affatto piaciuta proprio a nessuno, e i Robin Hood della rete non hanno tardato a farsi sentire.
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